IG e le Instagram stories non sono il virus che annienterà i blogger! Anzi…

E’ il nuovo media.
Che Instagram stesse prendendo il sopravvento già ce ne eravamo accorti, ho già parlato della lenta agonia di Facebook (almeno per certo aspetti) ed ora è giunta l’ora di ammettere senza fare a tutti i costi i social media manager all’avanguardia, che le stories di Instagram stanno diventando il miglior mezzo per: farsi conoscere, promuovere eventi, sponsorizzare prodotti, creare sinergie professionali, postare contenuti e non ultimo, conoscere.
Dimentichiamo il caro IG come promotore della fotografia per gli amanti e gli appassionati dello scatto, ora IG è entrato a pieno diritto nel mondo del business e del marketing strategico.

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Se lo frequentate o semplicemente avete un account forse è giunto il momento che diate un’occhiata anche voi. Non si tratta di abbandonare il tanto amato blog a cui, soprattutto la mia generazione, rimane ancorata anche solo per una forma di nostalgico possesso di uno spazio personale dove sfogare il proprio pensiero, si tratta semplicemente di allargare un attimo la mente e capire che se oggi vogliamo veramente che il nostro pensiero (o le nostre passioni e il nostro bisogno di condivisione) arrivi più lontano della nostra cerchia di lettori affezionati è necessario che facciamo un upgrade.
Siamo blogger e di fondo quindi anche dei creativi, si tratta solo di imparare a “scrivere” in modo diverso, di utilizzare l’immagine, il colore, la dialettica e persino quelle antipatiche gif per dare a ciò che di unico c’è nella nostra testolina, una nuova voce.

Sono assolutamente consapevole che la maggior parte di quelli che mi leggono vedranno questa proposta come una sorta di viaggio all’inferno senza nemmeno la compagnia del buon Virgilio. Non amiamo mostrarci, siamo lontanissimi da quel fiume di apparenza che regna sui social e riteniamo che la sostanza di un contenuto scritto, più o meno personale, sia qualcosa di troppo importante per essere buttato in mezzo ai selfie dei bimbi minchia più o meno cresciuti o alle 365 tazzine del caffè con buongiornissimo a tutto volume. Sbaglio?
Probabilmente no e non lo dico per egocentrismo ma perchè ho iniziato a scrivere su dei blog nel 1999 quando come cellulare avevo un nokia 3310…
So perchè si scrive e chi scrive.

Non è però scritto da nessuna parte e non c’è una specifica ricetta medica che obblighi un blogger a ballare davanti alla videocamera dello smartphone o che torturi il suo gatto facendogli indossare improbabili outfit da batman per riprenderlo mentre lo lancia dall’armadio.
Non si può certo scrivere un post in una stories ma si può raccontare chi siamo e come la pensiamo nella nostra quotidianità, si può mostrare dove andiamo, cosa ci interessa e qual’è la nostra visione visione del mondo.

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Serve allenamento (anche io sono alle prime armi) ed è totalmente inutile pensare che otterremo lo stesso risultato, probabilmente non avremo nemmeno lo stesso pubblico ma se Picasso ha introdotto la terza dimensione su una superfice bidimensionale perchè noi non dovremmo provare a dare una voce alle nostre parole? Perchè non dovremmo provare a raccontarci e raccontare più da vicino, più spesso e quando più sentiamo il bisogno di farlo.
Perchè non dovremmo dismettere un attimo l’aria da piccoli emanuensi chiusi nella biblioteca con la testa china su una tastiera e approfittare del fatto che ci chi ci segue lo fa non solo perchè è incuriosito da ciò che scriviamo ma probabilmente anche da ciò che siamo?

Siamo onesti, le persone che amano leggere sono rimaste in poche e continueranno a farlo su questo non c’è dubbio ma dargli anche l’opportunità di conoscere un po’ meglio chi c’è dietro il monitor quando non ha un pc a portata di mano vi pare così terribile?
Attenzione, non sto parlando di selfie, di video a letto perfettamente truccate o in lingerie né cose di questo genere, sono la prima che non ama particolarmente mostrarsi e nelle mie stories e nelle mie foto io appaio veramente molto poco ma il mio IG parla tanto di me, più di quanto possa fare su questo blog.

Basta essere se stessi, come lo siamo su questo foglio bianco e non aspettarsi di diventare delle star del web ma semplicemente di continuare a condividere con altri il piacere di comunicare qualcosa.

Quali sono i vantaggi? Il primo indiscutibile è che facendoci conoscere, conosceremo molto di più, se vogliamo continuare a scrivere ci servono idee, ci serve vedere cosa accade intorno a noi, ci serve capire come cambiano le cose e cosa pensano le persone e non so voi ma io il tg l’ho abbandonato da un pezzo e i quotidiani li leggo veramente poco, non per mancanza di voglia ma per mancanza di tempo e questa piaga ormai affligge l’80% delle persone. Quindi se voglio vedere il cambiamento, scoprire nuovi luoghi, nuovi prodotti, avere nuove idee, serve qualcosa di veloce che copra il tempo del tragitto da casa all’ufficio. Instagram e lo stories lo permettono.

Secondo vantaggio
riservato a chi è genitore o a chi vuole semplicemente comunicare con il target 13/18 è che, se si vuole gestire adolescenti inquieti del nuovo millennio, bisogna “beccarli” nel loro habitat naturale e comprendere come parlano, come interagiscono, cosa amano e cosa odiano. Li trovate tutti su Instagram (e su Musica.ly ma di questo ne parleremo un’altra volta) e se essere genitori/professori/tutori/zii/ecc già è una gran faticaccia, figuriamoci se non sappiamo cos’è “la crash” e “la ship”, se non siamo a conoscenza che “Bubble tea” è l’equivalente della saletta dell’oratorio o del giardinetto di paese dei nostri tempi o se “Sfera ebbasta” per noi è un errore grammaticale. Non ne usciremo vivi…

Terzo, se abbiamo un blog, quale che sia, un po’ vanesi lo siamo, in modo positivo senza disturbare troppo ci piace sapere che il nostro pensiero è condiviso o meno, ci piace interagire, a volte persino discutere e ci piace poter magari dare qualche consiglio utile agli altri se abbiamo i mezzi per farlo, nessuno scrive per se stesso, non solo almeno.

Non mi dilungherò oltre perchè poi si sa, ognuno fa le proprie scelte, posso dirvi che in fondo è divertente e non credo lo sia solo per me che sono un’inguaribile amante delle novità e che a volte ho bisogno di essere anche un pochino bimba minchia.
Su IG sono @eclissi72, nel mio profilo oltre alle foto ci sono le stories in evidenza e guardandole capirete che non si tratta di abbandonare quel comodo e sicuro rifugio che ci siamo costruiti dentro la nostra piattaforma blog ma semplicemente di dire qualcosa in più di noi e di farlo in modo nuovo.

PS. Se avete un profilo IG lasciatelo nei commenti, vi seguirò volentieri. (Anche se decidete di crearlo dopo aver letto questo post!)

 

 

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6 pensieri su “IG e le Instagram stories non sono il virus che annienterà i blogger! Anzi…

  1. Ciao, articolo interessante, sopratutto per gli ultratrentenni. Su IG sono luisa_tol, se ti va ci vediamo lì, tra un post e una story.

  2. Post motivante per una oltretrentenne come me!!
    hai ragione Ig è necessario, le stories le uso molto, ma ancora non riesco a mostrarmi con disinvoltura!
    Il mio profilo è @mypunkbox ,se ti va..
    Alice

  3. Ed eccomi qui, amante di IG e delle stories. Proprio qualche settimana fa ho parlato con una classe di seconda media del mio lavoro di blogger. Loro non sono più su FB perché lì ci sono i genitori. Loro sono su altri social. Io invece sono ovunque!
    mammecoitacchiaspillo_mgc su Instagram!

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