Padri e figlie: un complicato rapporto

Ricordo con chiarezza quel giorno, quarto mese di gravidanza, ecografia morfologica, il dottore giocherellava con lo strumento del macchinario mostrandoci quello che ancora era un esserino privo di sesso, ecco la testa, le gambe, le dita, la colonna vertebrale, il nasino a patata…
“Signora lei preferirebbe un maschietto o una femminuccia?”, domanda scontata per quasi ogni donna che, da quando scopre di essere in dolce attesa, già immagina una frugoletta saltellante impacchettata in metri di tulle e nastrini fucsia..
“Femmina dottore! Ma va beh se è un maschietto mi adeguerò…” (con evidente punta di delusione)
“E lei Sig. XXXXX cosa preferirebbe?”
…. 30 secondi di silenzio meditativo… e poi, con noto fair play, “Guardi, come tutti i papà un maschietto sarebbe perfetto anche se… A dirle la verità, una femminuccia non mi dispiacerebbe anzi… Solo… sarebbe fonte di innumerevoli preoccupazioni…”

Di fronte ad un immagine che a noi due diceva tutto e nulla l’agognata sentenza…
“Bene, Sig, XXXXX inizi pure a preoccuparsi”

E così fu…

Il rapporto tra padre e figlia è alquanto complicato, se per la madre un figlio è comunque un figlio con la sola differenza che con una femminuccia può istaurare una sorta di complicità femminile, oltre naturalmente a ricoprirla di nastrini (come farebbe del resto un papà col figlio maschio), per il padre è vero e proprio amore a prima vista.
Avete presente quei cartoni animati in cui il protagonista di fronte all’amore della sua vita ha il cuore che gli balza fuori dal petto e gli occhi che lampeggiano a forma di cuoricino? Ecco, l’immagine è esattamente questa.
Il problema è che l’amore quando è intenso porta conflitto, gelosia e ansia, il tutto sapientemente mescolato al dovere e alle responsabilità che un figlio comporta.

I primi anni la vita scorre abbastanza tranquilla, il senso di protezione del padre si fa sentire solo in occasioni particolari con note diaboliche del tipo: “Cara maestra, io le affido mia figlia, faccia conto che deve riportarmela esattamente come gliela sto consegnando…”.
Pian piano che la frugoletta cresce iniziano i primi scontri, il rapporto conflittuale si accentua perchè, inutile negarlo, maschio e femmina sono due specie diverse e se questo non bastasse c’è l’aggravante della differenza di età e lo stupore genitoriale nel vedere quanto oggi in particolare, i figli crescano ad una velocità 3 volte superiore rispetto a quella con cui siamo cresciuti noi.
E di questo ne parlo anche in un altro post quindi non mi ripeterò (lo trovate QUI).

Arrivati ai 12/13 anni della creaturina, il papà si trova improvvisamente davanti una versione ridotta di una donna e generalmente non si capacita di quando esattamente questa trasformazione sia avvenuta, probabilmente è convinto che nella notte la sua tenera bambina sia stata ingoiata da un alieno che ora gli si presenta con un disastroso tentativo di make up primordiale vestita in un modo che per lui non sarà mai adeguato. Dove cavolo sono finite le gonnelline di tulle e i nastrini? “ALIENO LIBERA LA MIA BAMBINA!!!!”

Questa trasformazione che non è esclusivamente fisica ma anche e soprattutto mentale accresce in modo significativo la componente “ansia” del padre che non sarà mai oggettivamente preparato a quanto sta accadendo. Lo vedremo così agli open day per la scelta del liceo camminare fra i corridoi con le braccia incrociate e la testa bassa, mentre ripete a se stesso “non ce la posso fare, non ce la posso fare, non ce la posso fare”, lo troveremo a riguardare nostalgico le foto di quando lei aveva 5 anni chiedendosi se non sarebbe stato meglio chiuderla in un barattolo per fermarne la crescita come per i bonsai, alternerà momenti in cui cerca di far sentire l’autorità paterna a gran voce ad altri in cui assomiglia ad un biscotto di pan di zenzero un po’ molliccio, incapace di punirla, comprato da due occhioni luccicanti e maliziosi di quella piccola donna che in fondo ha già capito come funziona con gli uomini.
Arriverà al punto di pensare di trasferirsi in Patagonia per nascondersi da quanto dovrà ancora vedere e semplicemente accettare.

E l’ansia cresce di giorno in giorno… Ecco uno schema per far comprende meglio a papà e mamme la situazione:

ansia

Sebbene tutto questo faccia spuntare alla madre un ironico sorriso stile Harley Queen perchè finalmente anche il padre condivide quella stessa ansia che lei vive fin da quando sul test di gravidanza è comparsa una gigantesca pallina rosa, non può fare a meno di comprenderlo e per quanto possibile, di calarsi nel ruolo dell’arbitro nella partita della vita: Papà VS Figlia.

Perchè, siate certe care mamme, che la situazione non migliorerà nell’immediato futuro, se tutto va bene e con un sacco di “forse”, il papà guerriero deporrà la spada nel momento in cui troverà un altro guerriero altrettanto capace (ma mai abbastanza) altrettando caparbio, altrettanto forte e assolutamente adeguato alla protezione della sua principessa. Nel frattempo aspettatevi qualcosa di questo genere…

magliauomo_ironic
(Per i papà: se la volete… e so che la volete, la trovate QUI)

Non sono un padre e ho già fatto i codini e preso in mano da almeno un paio d’anni la mazza da baseball, ma qualche consiglio provo a darvelo:

  • lei sarà sempre la vostra principessa, non esiste altro amore forte come quello per il padre, è il primo uomo della nostra vita, è il primo che ci fa sentire speciali, belle, capaci, forti, tenetene conto prima di prendere in mano la pala e iniziare a scavare fosse dove seppellire vivi i pretendenti alla mano (e non solo quella…) di vostra figlia
  • è una donna e sebbene dovrà affrontare mille difficoltà tra cui il fatto stesso di essere donna, se la caverà. Usciamo vive ogni mese dal ciclo, sopravviviamo al parto, ci scontriamo ogni giorno con una società che ci mette constantemente alla prova, la forza che ci serve ormai l’abbiamo impiantata nel dna e la trasmettiamo anche ai nostri figli
  • se lei non crescesse un giorno non ci sarà un altro padre in ansia a cui potrete dare saggi consigli con la pipa in mano sorseggiando whisky perchè da veri highlander non vi siete lasciati intimorire da nulla
  • è il vostro “piccolo sasso gettato nell’eternità”, siate fieri di lei e di chi diventerà, ha bisogno la vostra approvazione (ricordate il primo punto)
  • quando la gelosia vi acceca contate fino a 10, sta crescendo come ogni donna, se i nostri genitori ci avessero chiuse in un barattolo non ci avreste incontrato e non sareste qui a leggere questo post chiedendovi se è normale passare le ore dedicandovi all’approfondimento dell’argomento: “torture medioevali”. Essere padre è meraviglioso, qualsiasi difficoltà comporti e ciò che avete davanti ora quando la guardate, è il risultato di che padri meravigliosi siete stati e sapete essere, quindi niente Patagonia, oltretutto fa freddo
  • se può servire, pensate che mentre voi cercate conventi di clausura, la madre di vostra figlia  nel momento in cui la ha davanti si sente invecchiare ogni giorno di più perchè il confronto con una giovane donna, sebbene sia la sua creatura, le fa capire che il suo tempo è scaduto e che deve passare il testimone. Questo ripagherà il sorriso diabolico che le spunta ogni volta che voi diventate un condensato d’ansia
  • Passate del tempo con lei, condividete i suoi interessi, cercare di entrare in punta di piedi nel suo mondo, scoprirete che ci sarà sempre un angolo speciale e riservato solo al suo papà.

Probabilmente tutto questo per voi non sarà mai sufficente ma il tempo scorre solo avanti e vi garantisco che anche se tentavate di schiacciarla in un barattolo, sarebbe cresciuta lo stesso, il convento poi non è mai una soluzione, quindi tanto vale vederla affrontare il mondo rimanendole accanto, aiutandola a rialzarsi se ne avrà bisogno ed essendo sempre fieri di come riuscirà a conquistarlo.

 

 

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