Come “sopravvivere” all’adolescenza dei figli e proteggerli dai guai…

Premesso che sfortunatamente io l’adolescenza non l’ho vissuta, per ragioni che forse un giorno vi spiegherò, trovarmi di fronte all’esplosione ormonale e non, della peste bionda, mi crea oggettivamente qualche problema…

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Sì perchè, parliamoci chiaro, l’adolescenza di oggi non ha nulla a che fare con quella di 30 anni fa e oltretutto inizia molto prima. Se ai nostri tempi infatti, potevamo scorgere i primi “sintomi” verso i 15/16 anni (chi prima chi dopo), oggi a 12 anni ci troviamo di fronte, soprattutto nel caso si tratti di femminucce, a delle piccole donne irrequiete e testarde che passano i pomeriggi liberi su Musicaly, Instagram, Snapchat e guardando video tutorial di make up artist, fashion blogger e quant’altro di simile.
Gli adolescenti di oggi hanno almeno 10 gruppi whatsapp con: le amiche/gli amici del cuore, la classe delle elementari, quella delle medie, le sole compagne femmine, i soli compagni maschi, il gruppo di studio, gli amici del mare, la squadra di pallavolo/calcetto e quant’altro di inimmaginabile per noi comuni e “anziani” genitori che whatsapp lo usiamo come usavamo gli sms per le “comunicazioni di servizio” o quando non possiamo telefonare…

Rispondono a tono come se avessero 30 anni (a mamma, papà, nonni) e fanno i capricci come se ne avessero 5… Cambiano umore ogni 52 minuti e si infastidiscono per questioni banali o di poca importanza.
Spesso e volentieri ritengono la scuola una noiosa occupazione che gli impedisce di dedicarsi alle loro per lo più futili attività e non si preoccupano minimamente se prendono voti bassi a meno che non si inizi a punirli in modo significativo negandogli ciò a cui più tengono che nell’ordine è:

  • l’accesso alla rete
  • lo smartphone, il tablet o il pc
  • la tv
  • andare a casa delle amiche/degli amici

Come sopravvivere e nello stesso tempo proteggerli dai pericoli in cui inevitabilmente vanno ad infilarsi?

Con tanta, ma proprio tanta pazienza innanzitutto e cercando di immedesimarsi in un mondo che purtroppo a noi pare decisamente alieno.

Iniziamo dalla rete… Inutile che stia a raccontarvi quanto sia pericolosa, a scuola tengono corsi sul cyberbullismo, sui pericoli in rete, sullo stalking e quant’altro ma i nostri ragazzi purtroppo dimenticano in fretta e non prestano particolare attenzione in questa fase della loro vita, oltretutto siamo tutti consapevoli che uno dei bisogni estremi dell’adolescenza è “mostrarsi”, essere benvoluti, far parte di un gruppo.

La mia peste bionda parte svantaggiata da anni perchè le community e i social fanno parte del mio lavoro pertanto fin da quando ha avuto accesso al mondo del web le ho fatto una testa tanta sui rischi che corre e su cosa può e cosa non deve assolutamente fare.
Ma non tutti fanno il mio lavoro pertanto per chi ha figli in età adolescenziale quello che posso dirvi è: non potete proteggere nessuno da qualcosa che non conoscete.

Quindi sì, purtroppo è venuto il momento in cui anche noi dobbiamo essere presenti sui social network, nelle community e in tutte quelle app che gli permettono di postare la propria immagine e ricevere feedback.
Impedirgli di utilizzare la rete non è una soluzione, ve lo dico subito, attraverso ciò che vedo ogni giorno da anni vi garantisco che se impedirete l’accesso ai social o quant’altro va tanto di moda nel nuovo millennio, lo faranno di nascosto e in questo modo tornate nel tunnel del “non sapere e non conoscere”.
Non è per nulla utile nemmeno farglieli utilizzare sotto “stretta sorveglianza”, essere i loro migliori amici su Facebook, taggarli continuamente su Instagram e rimpinzarli di like e commenti appena postano qualcosa. Li farà solo sentire controllati e si sa, un uccellino in gabbia che ha voglia di volare, appena lasciamo accostata la finestra scappa…
Da che mondo e mondo la miglior soluzione è essere d’esempio.

Presumo che ognuno di voi abbia il suo bel profilo facebook, instagram, twitter, ecc quindi mostrategli come si usa e utilizzateli voi per primi in modo che sia evidente che nessuno verrà mai a bussare alla vostra porta o vi mandi messaggi privati non graditi.
Imparate ad utilizzare la “privacy” dei social network, come bloccare persone sgradite, cosa è sensato pubblicare e cosa no, chi avere nel proprio spazio amici.

Su facebook è abbastanza semplice “blindare” un profilo o comunque renderlo sicuro per i vostri contenuti, più complicato è il caso di instagram o twitter dove non è possibile una selezione accurata di chi vedrà ciò che postate ma anche in questo caso basta un po’ di buon senso: niente foto “fraintendibili”, niente selfie che possano attirare la peggior specie di molestatori, un’attenzione particolare quando si postano foto di minori.

Detto questo, una volta che i vostri spazi sono esempi concreti di come ci si tutela all’interno della rete, le regole da spiegare ai vostri figli sono poche e non sono altro che la versione virtuale di ciò che raccomandavano a noi i nostri genitori:

  • i selfie: il bisogno di mostrarsi e di ricevere fedback positivi aumenta la loro sicurezza e li fa sentire a proprio agio nell’ambiente in cui vivono, i feedback negativi temprano il carattere e li aiutano a migliorarsi ma mai pubblicare foto che mostrino più di quanto necessario e sensato mostrare. Vale soprattutto per le femminucce: niente scollature, niente gonne inguinali, niente foto in costume, niente insomma, che faccia diventare i capelli improvvisamente tutti bianchi al papà o che fa inorridire le persone anziane nella metropolitana, per intenderci.
  • i selfie con le amiche/amici: stesse regole di cui sopra ma non permettete che le amiche o gli amici postino foto dei vostri figli “a titolo promozionale” (purtroppo c’è anche questa moda) su loro pagine o loro profili perchè non potete sapere se le precauzioni che voi avete preso le hanno prese anche i genitori degli amici o gli amici stessi.

Esempio: un’amica della peste ha pensato bene di creare una fanpage dedicata in cui postava regolarmente i selfie che quell’ingenua di mia figlia le mandava via whatsapp… La mia reazione è stata questa:

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  • verificate, almeno fino a quando non avranno raggiunto la maggior età, i loro spazi senza invaderli, spiegategli con calma, se trovate contenuti che ritenete inadatti, che possono postarne altri che avranno lo stesso valore anche se non si vedono, ad esempio, “le chiappe”, fategliele voi delle belle foto da pubblicare, saranno altrettanto soddisfatti e capiranno che non è indispensabile esagerare per avere consensi.
  • attenzione anche a quello che scrivono, volgarità, atteggiamenti che ledono altri o quant’altro sono punibili anche nel web e nessuno di loro credo voglia vedersi arrivare una denuncia in “giovane età”.
  • mai e sottolineo MAI permettere che postino dati sensibili o dati che permettano di rintracciarli (basta e avanza il gps e anche su quello ci sarebbe da parlarne…): cognome, indirizzo, numero di cellulare, se lo fanno fate in modo che vengano subito rimossi perchè purtroppo sui motori di ricerca anche dopo la rimozione dei contenuti passa del tempo perchè questi non siano più visibili.
  • lasciatevi coinvolgere, se vogliono fare un selfie con voi, un musicaly, se vi chiedono di taggarli nelle vostre foto o di condividere i loro contenuti, fatelo. Non vi costa nulla e vi garantirà quella complicità che in futuro vi permetterà di far entrare nella loro testolina come utilizzare i media. (Si tratta sempre di dare il buo esempio)

Ultimo consiglio: parlate chiaramente ai vostri figli, non trattateli da bambini, non lo sono già più, pertanto sensibilizzarli vi risparmierà di dover intervenire o che corrano rischi inutili. Non dico che dovete minacciarli o arrabbiarvi, armatevi di santa pazienza e spiegategli cosa potrebbe accadergli. Si infastidiranno? Pazienza… Ci siamo passati tutti e alla fine abbiamo capito che veniva fatto per il nostro bene e soprattutto che non otteranno meno “notorietà” ma magari una notorietà più “salubre”, “sincera” e “adulta”.

Per il resto come detto fin dall’inizio, abbiate pazienza, ignorateli quando fanno i “capricci”, castigateli se necessario, mantenete un filo diretto con loro, una sorta di corda che non deve essere nè troppo lunga nè troppo corta e sì, non è facile, non siamo nati genitori, lo siamo diventati e nel frattempo il mondo è cambiato quindi se vogliamo tentare di esserlo nel modo migliore, dobbiamo cambiare un po’ anche noi.

 

 

 

 

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Categorie:Consigli, Essere genitori, Tendenze

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